|
Articoli
I Quattro Tempi del Respiro
M° Jaime Luis Vizconde
Quando si segue le tecniche di
respirazione di derivazione taoista, il praticante deve conoscere e/o imparare a
riconoscere i quattro tempi del Primo Respiro. Essi lo aiuteranno ad
entrare in profondissima concentrazione e, iniziando il rilassamento, entrare
nella meditazione vera e propria.
I quattro tempi del respiro
regoleranno la durata e la frequenza del respiro.
Chi si avvicina per la prima
volta a queste tecniche dovrebbe praticarle in presenza di una guida che avrà il
compito di preservarlo da “pericoli”. Mai eseguire, se si è un novizio nella
pratica, da soli i quattro tempi del respiro a meno che non si è guadagnata
estrema fiducia nelle proprie capacità.
Inspirare, trattenere,
espirare ed aspettare, sono questi i quattro tempi del respiro
primario, quello cioè del Cielo Posteriore. Una volta assimilati e
praticati per lungo tempo, si potrà avanzare nella pratica respiratoria
raggiungendo il secondo livello del respiro o Respiro del Cielo Anteriore.
Per prima cosa il praticante
dovrebbe indossare vestiti sottili e delicatamente stretti, in questo modo non
proverà nessun fastidio durante la pratica e l’energia Chi potrà
circolare sulla superficie della pelle in modo del tutto naturale e senza
ostacoli. Il praticante non dovrebbe avere sul corpo oggetti metallici quali
anelli, collane, orologi o percing perché sono conduttori elettrici e quindi
potrebbero modificare il percorso dello spostamento dell’energia Chi e,
in ogni caso, “stringono” anch’essi il corpo del praticante. Niente scarpe o
oggetti di plastica o sintetici perché, a differenza dei conduttori, non
permettono all’energia di spostarsi e diventa stagnante, cosicché la pratica
invece di essere di aiuto per il praticante diventa del tutto sfavorevole. E’
ovvio che tutti questi accorgimenti non “possono” essere seguiti da coloro che
vanno in palestra per fare un po’ di “Chi Kung” e sentirsi rilassati e sciolti
dopo una giornata di lavoro, ma se eseguiti nei minimi particolari vi
accorgerete che sono di vitale importanza per coloro che desiderano veramente
raggiungere l’essenza della loro pratica. A voi la scelta!
Trovando una “giusta posizione”
sia in piedi, distesi o seduti (alcuni per seguire erroneamente l’immagine
orientale siedono in posizione di loto, ma bisogna capire che noi occidentali
non siamo abituati a stare seduti in tale posizione e quindi non perdete troppo
tempo sforzandovi invano), chiudere gli occhi e concentrarsi sull’ “ascolto”
del respiro, sul “guardare” il respiro, sul “sentire” il respiro,
sull’ “assaporare” il respiro.
Espirare svuotando completamente
i polmoni e cominciare a “muovere” il respiro usando i Quattro Tempi:
Inspirare, dolcemente dal naso e senza
fretta, mantenere la calma e cercare di vedere, ascoltare, sentire e assaporare
l’inspirazione, portando il soffio giù verso la pancia, gonfiandola dolcemente e
senza sforzo.
Raggiunta la massima
inspirazione, quando la pancia è completamente piena e sporgente in avanti,
Trattenere il respiro e concentrarsi sul sentire il soffio nella pancia,
sentire il suo calore e la sua solidità, la sua forza potenziale. Questo
passaggio è di vitale importanza nella Respirazione del Cielo Posteriore
poiché ci aiuta a prendere coscienza del potere del chi o soffio vitale.
Espirare dolcemente e
delicatamente dalla bocca, premendo allo stesso tempo con i muscoli addominali
verso l’interno e sgonfiando la pancia, anche qui cercare di vedere, sentire,
assaporare ed ascoltare il respiro, guidando il soffio verso l’esterno senza mai
avere fretta o sforzarlo, tentare di cogliere anche se teoreticamente
l’equilibrio degli opposti e il loro prodotto: il mutamento.
Quando la pancia è stata
sgonfiata nella sua complessità e l’espirazione è finita, aspettare qualche
momento prima di riprendere tutto il ciclo, durante questo stadio provare a
percepire il vuoto interno, il calore che è rimasto e la sensazione di pienezza
e di forza prodotta dal passaggio del Chi posteriore, dopo di che
continuare con un altro ciclo di respirazione.
Se seguite ogni passaggio in
poco tempo vi renderete conto di quanto è semplice concentrarsi su ciò che è
essenziale, e avrete delle sensazioni e delle percezioni che mai prima d’ora
avete sentito o percepito, l’energia fuoriuscirà come l’acqua che sgorga e il
suo moto sarà dolce e tenero come una nuvola che improvvisamente potrà diventare
anche una tempesta di forza.
Tutto il ciclo del respiro
dovrebbe essere fatto con estrema calma e pazienza senza mai sforzarsi per avere
degli immediati risultati, solo una dura e continua pratica può
produrre dei “buoni” risultati.
Praticare per almeno 30 minuti
questo tipo di respirazione, dopo di che provare a camminare lentamente
all’aperto ed eseguire alcuni esercizi di streching.
|