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Gruppi e Categorie delle Armi Tradizionali
M° Jaime Luis Vizconde
Nella pratica del Kung Fu,
molta attenzione vieni data all’apprendimento delle tecniche con le armi
tradizionali, le quali possono essere suddivise in quattro gruppi base, essi a
loro volta vengono suddivisi in diverse categorie, spesso opposte e
complementari allo stesso tempo, in questo modo abbiamo:
1° Gruppo:
Armi Lunghe
Armi Corte
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2° Gruppo:
Armi Civili o Contadine
Armi Militari
Armi Nobili
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3° Gruppo:
Armi Flessibili
Armi Rigide
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4° Gruppo:
Armi di Percussione
Armi da Taglio
Armi da Lancio
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Spesso la stessa arma può, però,
appartenere a più di una categoria di quelle elencate o a più di un gruppo,
poiché ha delle qualità che s’identificano, sia praticamente che teoricamente
con categorie e gruppi del tutto diverse. Ora tenterò di spiegare queste
divisioni.
1° Gruppo
Le Armi Lunghe sono quelle armi
derivanti dal Bastone Lungo, per cui è proprio il Bastone Lungo ad essere
l’arma elementare nello studio delle armi lunghe, le loro tecniche sono spesso
tecniche offensive, hanno la prerogativa di eseguire le tecniche in un raggio di
azione molto distante dalle mani che la impugnano, esse hanno un vantaggio
maggiore se usate in ampi spazi anche con più di un avversario, esse sono molto
avvantaggiate anche nel confronto contro un arma corta (ad esempio il bastone
snodato a due sezioni), ma le armi lunghe hanno lo svantaggio dalla parte loro
se usate in spazi ristretti e con più di un avversario allo stesso tempo. In
questo modo le Armi Lunghe sono: il bastone lungo, la lancia, l’alabarda, la
catena, il bastone snodato a tre sezioni e il bastone sentinella, ma fra queste
armi, come vedremmo più avanti ci sono anche armi appartenenti ad altre
categorie.
Le Armi Corte, hanno un raggio di
azione molto più ristretto, le loro tecniche sono spesso tecniche difensive
anziché offensive, hanno il vantaggio di essere meno ingombranti delle
Armi Lunghe e quindi sono di facile trasporto. Fra le Armi Corte è la sciabola o
Dao ad essere “l’arma madre” di “tutte” le armi corte, infatti le tecniche di
sciabola sono molto semplici e pratiche essa insegna l’uso corretto di un'unica
impugnatura, la quale è spesso usata nel maneggio di un arma corta. Le armi
corte possono essere: la sciabola, il bastone snodato a due sezioni, i bastoni
rotanti, la spada uncinata, i doppi bastoni, il coltello o pugnale, il
ventaglio, le mezze lune, i coltelli farfalla, la spada dritta a doppio taglio,
il tridente (conosciuto in Giappone con il nome di Sai), il bastone a
gomito (più conosciuto con il nome: Tonfa).
Queste due categorie appartenenti al
primo gruppo di armi tradizionali non danno però la conoscenza piena del valore
d’ogni singola arma, perciò bisogna dividerle ancora in altri tre gruppi e otto
categorie in modo da riuscire a capire tutte le loro potenzialità.
Nel 2° Gruppo, la divisione delle
categorie è stata fatta prendendo in considerazione l’aspetto culturale anziché
quello pratico dell’arma per cui abbiamo:
Le Armi Civili o contadine, Militari e Nobili.
Per un arma appartenente alla categoria
delle “Armi Civili o Contadine” s’intende tutte quelle armi nate esclusivamente
dalla praticità nel maneggio di un particolare attrezzo comune alla massa
contadina e civile come ad esempio il bastone (di qualsiasi lunghezza ed
spessore), il tridente, il bastone a gomito, il bastone snodato a due sezioni,
il coltello o pugnale, gli aghi di diverse misure, i bastoncini per mangiare, la
catena e lo sgabello. Esse infatti in un primo momento non avevano una valenza
del tutto “marziale” poiché erano di uso comune e la gente non trovava in esse
nessuna qualità “pericolosa” applicabile in ambito combattivo. E’ comune,
nell’immaginario occidentale, che le Armi Contadine siano nate in tempi nei
quali si sono vietate l’uso di armi vere e proprie come la spada o la lancia o
ancora che essi siano il risultato di approfonditi studi da parte di guerrieri
specializzati.
Le Armi Militari invece, sono quelle
nate con lo scopo di essere di vantaggio e sicurezza per la classe militare,
quindi consentono uno studio approfondito delle tecniche di attacco e di difesa.
Esse erano prerogativa soltanto della classe militare, ma anche al suo interno
venivano divise, ad esempio un generale o un comandante di una armata, benché
conoscessi l’uso di svariate armi, in battaglia combatteva usando la spada
dritta a doppio taglio, mentre un fante poteva usare una sciabola o una lancia.
Le armi militari sono: la Sciabola, La spada dritta a doppio taglio, la lancia,
l’alabarda, il bastone sentinella, il coltello o pugnale, le stelle Sifan,
l’arco e la freccia, la balestra e la catena.
Le Armi Nobili vengono chiamate così per
la trasposizione della tecnica in un pensiero ancora più sublimato, l’uso delle
armi nobili porta nel tempo a trasformare, anche se in particolari molto
ridotti, la forma, la dimensione e la tecnica dell’arma. Esse venivano portate
anche in tempi di pace soprattutto dai letterati, filosofi e monaci. La spada
dritta a doppio taglio, considerata la regina fra tutte le armi era quella che
più rappresenta questa categoria, infatti essa ha delle caratteristiche
leggermente differenti da una spada dritta a doppio taglio appartenente alla
classe militare, ad esempio: la sua punta tagliente è molto più arrotondata
(perdendo quindi molto della sua valenza pratica nelle tecniche di affondo o
infilzata) la lama diviene molto più leggera e la sua impugnatura s‘inverte
(cioè il “guardamano non viene più puntato verso la punta della lama, ma verso
la mano) Tutte queste caratteristiche modificano la praticità e la tecnica
dell’arma, poiché le sue qualità cambiano, anche la sua praticità nell’uso in
battaglia diventano del tutto diverse, esse infatti non possono reggere per
molto tempo un combattimento a pieni colpi con una spada appartenente alla
categoria militare, ma acquistano una valenza, per così dire, filosofica e di
nobiltà.
Fra le armi Nobili abbiamo: la lancia, il ventaglio e in
alcuni casi anche la sciabola.
Nel 3° Gruppo le armi si possono
dividere in basse alla loro qualità di essere più o meno flessibili o
rigide, questa distinzione non viene fatta soltanto alle armi da
taglio come la spada dritta, ma anche a quelle di percussione come il bastone
lungo.
Le armi flessibili hanno la qualità di
produrre un movimento “sferzante” cioè come se fosse un colpo di frusta, quindi
guadagnano in velocità e prendono la potenza dal movimento stesso anziché dalla
forza fisica del soggetto, mentre le armi rigide perdono di velocità e la loro
potenza si sviluppa soprattutto in base alla forza del gesto. Un bastone lungo,
ad esempio, può essere rigido o flessibile in base al materiale di cui è fatto,
se fatto in acciaio i suoi colpi saranno molto potenti e potrà tenere testa ad
un confronto contro un arma tagliente, ma anche se fatto di legno può essere di
una certa rigidità, l’unico problema è che se il bastone è troppo rigido e va in
contro ad un altro bastone rigido uno dei due, in base alla forza fisica ed alla
potenza guadagnata sia nel gesto che dai muscoli, potrebbe rompersi o piegarsi
con facilità.
Anche le armi da taglio possono essere
flessibili o rigide come la sciabola o la spada dritta (ovviamente quando si
dice che la spada o sciabola ha una lama flessibile non la s’intende come le
spade odierne fatte in leghe del tutto sottili, come nel Wu shu moderno). Un
arma rigida ha bisogno di molta forza per maneggiarla con sicurezza e velocità,
ma i suoi colpi sono devastanti se incontrano un corpo troppo sottile. Le armi
flessibili danno più facilità al movimento, permettono maggiore equilibrio e, se
sono armi da taglio in particolare la spada, possono produrre un effetto di
confusione allo sguardo del avversario, in questo modo nascondono bene le
tecniche che si stanno eseguendo e l’intenzione che si ha.
In queste categorie incontriamo le armi
quali: il Bastone, la lancia e l’alabarda(che può essere rigidi o flessibili),
la spada dritta, la spada uncinata e la sciabola (anche esse possono avere una
delle due qualità), mentre le armi nettamente flessibili sono: il Ventaglio, la
catena, il bastone snodato a due e tre sezioni. Le armi nettamente rigide sono
spesso quelle appartenenti alla categoria delle armi corte come il coltello, il
bastone a gomito, il tridente e i doppi bastoni.
Nel 4° gruppo la divisione è stata fatta
in basse alla qualità marziale dell’arma esse possono essere: Armi da Taglio, da
percussione o da lancio.
Le armi da taglio hanno la qualità di
incidere, fendere e tagliare un corpo, esse sono: la spada dritta, la spada
uncinata, la sciabola, il coltello, l’alabarda, la lancia, il ventaglio, le
stelle Sifan, le mezze lune, la catena, i coltelli farfalla e il tridente.
Le armi da percussione, sono specie
derivanti dal uso del bastone lungo, spesso sono fatte in legno, esse hanno la
qualità di percuotere o battere sul corpo bersaglio usando spesso una sola
estremità, da qui l’uso del bastone lungo può essere diviso in due tecniche
fondamentali: il bastone ad una testa ed il bastone a due teste,
esse indicano le estremità usate per percuotere, il primo indica l’uso di
un'unica estremità, mentre il secondo ne adopera a vicenda tutte e due. Le armi
da percussione sono: il Bastone lungo e tutti i suoi derivanti quali il bastone
medio e i doppi bastoni, i bastoni snodati a due e tre sezioni, il bastone a
gomito, la lancia (se usata con la sua estremità senza la punta tagliente). E’
importante, però, capire che alcune armi come la spada dritta e la sciabola
possono essere usate per percuotere se le tecniche portate a fondo vengono
eseguite con il bordo non tagliente (nella sciabola) o col ventre piatto (della
spada) è ovvio però che queste due armi preferiscono l’uso del bordo tagliente.
Le armi da lancio sono spesso armi di
facile trasporto, possono essere facilmente nascoste, ma il potenziale di
colpire con efficacia il bersaglio diminuisce in proporzione uguale e contraria
alla distanza tra il fulcro del movimento e il punto di arrivo, perciò esse
possono essere usate con sicurezza se la distanza fra questi due punti è al
massimo di 4 metri, per cui sarà molto più difficile per l’avversario riuscire a
capire sia la traiettoria sia il bersaglio che colpirà tale arma. Più
l’avversario è lontano e più facile diventa mancare il bersaglio, così come più
facilmente sarà per l’avversario individuare l’arma e quindi mettere in atto una
azione difensiva. E’ ovvio però che le armi da lancio che usano un meccanismo di
lancio particolare come l’arco o la balestra possono raggiungere bersagli molto
più distanti dal suo “fulcro di partenza” e possono anche raggiungere una forza
d’impatto di parecchi chilogrammi.
Le armi da lancio più comune sono: le
stelle Sifan (o stelle Ninja), aghi di diverse misure (anche usando una piccola
cerbottana), piccoli bastoncini come quelli per mangiare, le mezze lune, la
catena, l’arco e la Balestra.
Una particolare attenzione, però, va
data al coltello o pugnale visto che non tutti i coltelli sono specialmente
fatti per essere lanciati. Lanciare un coltello significa perdere un arma, la
quale in caso manchi il bersaglio potrà anche essere usata contro di noi se il
nostro avversario riesce a prenderne possesso, quindi è consigliabile usare una
tecnica di lancio del coltello soltanto come ultima tecnica rimasta e ad una
distanza non più superiore ai quattro metri.
Con queste distinzioni ho cercato di
dividere le diverse armi tradizionali ma non soltanto per sapere teoricamente le
loro qualità ma, per cercare di capire il potenziale di ogni singola arma, per
cui è importante sapere a fondo le caratteristiche sia fisiche che di tecnica di
ogni categoria, in modo da guadagnare una più vasta gamma di movimenti e
sicurezza. Le qualità delle armi possono continuare ad essere elencate
all’infinito ma ho tentato di ridurre al minimo indispensabile questa
distinzione poiché considero alcune caratteristiche prive del valore militare e
combattivo dell’arma, ad esempio dividere le armi d’accordo al loro luogo di
creazione (Armi del Nord o del Sud) e anche per la valenza pratica come armi
doppie ed armi singole.
Il segreto nella pratica delle armi
tradizionali però, non si trova nell’arma usata, ma nelle mani che impugnano
tale arma, è inutile tentare di maneggiare perfettamente tutte le armi
tradizionali, invece di fare un accumulo di tecniche sarebbe meglio allenarsi a
quelle tecniche fondamentali e concrete di un'unica e singola arma, e poi
tentare di conoscere le altre armi per saperne i concetti di base e il modo più
sicuro di rispondere ad un attacco di esse. Quindi tanta di quella fatica e
tanto studio possono dare la maestria nell’uso delle armi tradizionale, il resto
è solo teoria e cultura per uomini di storia e basta.
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