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Aggiornato il: 23/01/2010
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Data Base Arti Marziali - Sport da Combattimento

Boxe

Le informazioni contenute nei seguenti link non hanno in nessun momento l'intenzione di diffondere la verità ultima riguardo gli argomenti trattati, per tali motivi per maggiore informazioni rivolgersi ai diretti fornitori delle informazioni e/o fonti ritenute più valide.

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La storia del pugilato affonda le sue origini nell'antichità. Nell'Iliade e nell'Eneide già si possono trovare descritti alcuni incontri. I pugili indossavano sulle mani dei lacci rinforzati con placche di piombo. Dal 668 a.C. divenne parte del programma olimpico e i nomi dei campioni sono riportati dalla letteratura di oltre un millennio. Le categorie di peso non erano previste e per questo motivo, la disciplina era più che altro riservata a soggetti di taglia notevole. Anche nell'antica Roma era presente il pugilato. La resa era l'unico modo per porre fine al duello, le ferite gravi, talvolta la morte, erano accettate in quanto frutto della superiorità tecnica e atletica di uno dei contendenti. Il pugilato moderno nasce nel 1719 a Londra. E' l'anno in cui James Figg si autoproclama campione dopo aver vinto 15 combattimenti e non trovando avversari con il coraggio di affrontarlo. Al tempo non si parlava di boxe ma di "nobile arte della difesa". Gli incontri non erano regolamentati e gli atleti si affrontavano a mani nude. Un certo Jack Broughton, il successore di Figg, propose nel 1743 le prime regole: l'esistenza di un ring delimitato da corde, la presenza di due secondi che assistano il pugile, un arbitro che giudica ed uno che segna il tempo. Furono proibiti i colpi con la testa, i piedi, le ginocchia e i quelli "bassi". Ci si doveva interrompere per 30" se uno o entrambi i contendenti finivano a terra, terminati i 30" si contavano i decisivi 8". Non esisteva un limite di tempo massimo per un match. Regolarmente venivano fatte scommesse alle quali prendevano parte anche gli stessi pugili, scommettendo su se stessi. Noto il caso di Johnson Jackling che, nella seconda metà del 1700 si arricchì puntando su se stesso, ma morì in povertà per aver sperperato le fortune guadagnate. Il primo incontro tra un campione britannico, Sayer, e uno americano, Heenan, è del 1825 e terminò con un invasione della folla e la fuga dell'arbitro dopo 42 riprese. Il verdetto di parità calmò parzialmente gli spettatori.

Le scommesse e l'assenza di regole ufficiali e chiare stava rovinando gli spettacoli. Grazie soprattutto al marchese di Queensberry furono scritte delle regole che aprirono ufficialmente le porte alla boxe moderna. Furono introdotte tre categorie di peso: massimi, medi e leggeri; fu stabilito il conteggio dei 10 secondi per il KO e l'obbligo per l'altro pugile di allontanarsi senza colpire quello caduto, anche con un solo ginocchio a terra. Bisognava indossare guanti nuovi. Le riprese furono fissate a 3' con un intervallo di 1', ma il numero totale delle stesse era deciso dalla contrattazione dei due avversari. Era però possibile che l'arbitro facesse continuare l'incontro fino a quando la superiorità di uno dei due fosse manifesta. Per la creazione di altre categorie (medio-leggeri, piuma, gallo, mosca e medio-massimi) bisogna aspettare i primi del '900. Furono imposti i limiti temporali degli incontri: 20 riprese, 15 per gli incontri validi per i titoli europei e mondiali, 12 per i titoli nazionali. Ponendo un limiti all'incontro si dovettero individuare i criteri per la vittoria ai punti. Il regolamento attuale prevede una divisione tra pugili dilettanti (Cadetti, 14-16 anni; Juniores, 17-18; Seniores, 19 in poi) e pugili professionisti (di prima, seconda e terza serie). Le categorie dei "dilettanti" sono: Mini Mosca (fino 48Kg), Mosca (fino 51Kg), Gallo (fino 54Kg), Piuma (fino 57Kg), Leggeri (fino 60Kg), Super Leggeri (fino 63,5Kg), Welter (fino 67Kg), Super Welter (fino 71Kg), Medi (fino 75Kg), Medio Massimi (fino 81Kg), Massimi (fino 91Kg), Super Massimi (oltre 91Kg). Gli incontri si disputano su riprese da 2' (più 1' di pausa), 3 per i Cadetti e 4 per juniores e Seniores. Per quanto riguarda i professionisti, i round sono di 3' e i match di svolgono in massimo di 12 riprese per i "prima serie", in massimo di 10 per i "seconda serie", in un massimo di 8 per i "terza serie". Le categorie di peso sono così stabilite: Mosca (fino a 50,802Kg), Super Mosca (fino a 52,163 Kg), Gallo (fino a 53,525Kg), Super Gallo (fino a 55,338Kg), Piuma (fino a 57,152Kg), Super Piuma (fino a 58,967Kg), Leggeri (fino a 61,237Kg), Super Leggeri (fino a 63,503Kg), Welter (fino a 66,678Kg), Super Welter (fino a 69,853Kg), Medi (fino a 72,574Kg), Super Medi (fino a 76,204Kg), Medio Massimi (fino a 79,378Kg), Massimo Leggeri (fino a 86,183Kg), Massimi (oltre 86,183Kg).

Descrizione dello stile:

Il pugilato, come si intuisce dal nome, è l'arte del colpire coi pugni. La manifestazione dell'abilità pugilistica risiede nel saper portare le proprie tecniche sul tronco (al di sopra della "cintura") e al viso dell'avversario. Ogni pugile, per caratteristiche personali (atropometriche e/o di attitudine psicologica), sviluppa una o più strategie da utilizzare durante uno scontro, esistono infatti combattenti "incassatori", combattenti "ballerini". La preparazione di un professionista è estremamente dura sia sotto il profilo strettamente tecnico/atletico sia per quanto riguarda il regime alimentare. Da evidenziare il grandissimo lavoro che viene eseguito in questa disciplina per quanto riguarda lo spostamento, arti inferiori e tronco.

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