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Filosofia
Ottuplice Sentiero
La via salvifica che conduce al
nirvana è riassunta nell’ottuplice sentiero e costituisce, per la sua
moderazione, un sorprendente contrasto coi metodi di salvezza raccomandati
dalle altre correnti religiose contemporanee. Essa evita tutti gli
estremi, sia la tendenza all’edonismo sia l’ascesi eccessivamente
severa. Questa moderazione ha meritato al Buddhismo la denominazione di
Via Media.
- Retta Visione.
- Retto Pensiero.
- Retta Parola.
- Retta Azione.
- Retta Condotta di Vita.
- Retto Sforzo.
- Retto Rammemoramento.
- Retta Concentrazione.
due sono di ordine intellettuale
(retta Visione, retta Pensiero); tre riguardano il comportamento morale
(retta parola, retta Azione, retta Condotta di Vita); tre infine dipendono
dalla disciplina mentale (retto sforzo, retto Rammemoramento , retta
concentrazione).
I primi due fattori significano che
non può esserci retta Visione e Pensiero senza un corretto atteggiamento
spirituale: non si può intraprendere il cammino che conduce alla
liberazione, se prima non si penetrano la dottrina delle quattro nobili
verità e quella dei caratteri dell’essere individuale, se cioè non si
vede chiaramente che l’individualità è legata alla sofferenza, che la
distruzione della sete d’esistenza è necessaria alla cessazione della
sofferenza e che non c’è affatto un "io" permanente. Questa
retta comprensione delle cose è in grado di determinare una retta
intenzione, cioè quella di estinguere la sete d’esistenza individuale.
Il retto Pensiero si esprime nella
condotta morale, vale a dire in una conformità dell’azione esteriore
con la risoluzione interiore. Retta parola vuol dire veracità, dolcezza e
decenza nel parlare; retta azione significa rispettare i cinque precetti
obbligatori: non uccidere alcun essere vivente, non rubare, non commettere
atti contrari alla castità, non dire parole menzognere, astenersi dalle
bevande alcoliche. Retto Condotta di Vita vuol dire operare sempre con
onestà e purezza d’intenti.
I tre ultimi fattori, quelli
dipendenti dalla disciplina mentale, richiamano l’attenzione
sull’importanza della vita interiore. Il retto sforzo è il controllo e
la padronanza della vita spirituale; il retto Rammemoramento è uno stato
di continua vigilanza e lucidità d’intenti, che previene ogni
rilassamento dello sforzo; la retta concentrazione é uno stato di
profonda calma interiore (samâdhi), raggiungibile attraverso un lungo
esercizio di meditazione, che consiste nello staccare progressivamente lo
spirito da ogni esperienza sensibile ed esterna. È estasi, è uno stato
di sopracoscienza che permette di raggiungere il nirvana fin da questa
vita, anche se permane ancora una certa esperienza sensibile.
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